C’è un momento preciso, in questa immagine, in cui tutto si incrina. Non è il cartellone del distributore, non è il prezzo scritto in cifre gialle grandi come una promessa elettorale, e nemmeno il sorriso rassicurante dell’uomo in giacca e cravatta che indica fiducioso verso il futuro. No. Il punto di rottura è una data: 31 novembre.
L’immagine si presenta con una sicurezza disarmante. Testo in alto, tono assertivo: “Infatti dal 31 novembre avremo un taglio di ben 0,50 litri su diesel e benzina”. Tutto sembra voler dire: fidatevi. C’è la foto, c’è il numero, c’è la grafica da annuncio importante. È il classico contenuto che sui social rimbalza veloce perché parla di soldi, carburante e speranze. Tre ingredienti che, mescolati, fanno sempre boom.
E infatti il boom arriva. Nei commenti.
Il primo, evidenziato in verde (quindi appartenente alla rara specie di chi ancora usa il cervello), prova un approccio gentile ma fermo. Si rivolge a un certo Antonio e lo invita ad “aprire gli occhi”. Non per modo di dire: proprio per contare i giorni del calendario. Poi arriva la frase chiave, quella che da sola basterebbe a chiudere la questione: “Novembre ha 30 giorni”. Segue emoticon rassegnata, come a dire: non ce la faccio più, ma ci provo.
Ed è qui che l’immagine diventa memorabile. Perché subito sotto, in rosso, compare la risposta. Una risposta che non contesta, non argomenta, non corregge. Fa qualcosa di molto più affascinante: ignora completamente la realtà. “Compagno, io ci credo, stanno facendo tanto, siamo ottimisti dai”.
Tradotto dal socialese all’italiano corrente: non importa se la data non esiste, non importa se il calendario è un oggetto noto fin dall’asilo. Io voglio crederci. È l’ottimismo come scelta ideologica, la fiducia cieca elevata a metodo. Il 31 novembre non c’è? Poco male. Se serve alla speranza, lo inventiamo.
Il taglio da mezzo litro e il mese ribelle: quando novembre non collabora
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